Sicuro appena acceso
Niente password uguali per tutti i pezzi, solo le funzioni che servono attive, accessi protetti. Chi installa la macchina non deve ricordarsi di chiudere niente.
Il Cyber Resilience Act vale per tutti i prodotti che contengono software e si collegano a qualcosa: una rete, un bus di campo, una porta USB. I macchinari industriali sono compresi. Se costruite macchine o dispositivi elettronici, firmware e software dovranno rispettare requisiti di sicurezza precisi. Noi li sviluppiamo così e prepariamo la parte tecnica della documentazione.
Il Regolamento (UE) 2024/2847 riguarda i prodotti con elementi digitali, cioè quelli che contengono software e scambiano dati con altri dispositivi o con una rete. Vale per tutti i settori allo stesso modo.
Gli obblighi principali sono a carico del fabbricante, cioè di chi mette il prodotto in commercio con il proprio nome o marchio. Per un costruttore di macchine questo vuol dire rispondere anche del PLC, del pannello operatore, delle schede e del software che ci sono dentro, compresi quelli comprati da altri.
Le informazioni su questa pagina non sono consulenza legale. Se e come il regolamento si applica al vostro prodotto lo valuta il vostro consulente.
Restano fuori i prodotti già coperti da regole proprie, e pochi altri casi:
I macchinari industriali non sono esclusi.
Il regolamento è entrato in vigore il 10 dicembre 2024 e si applica per gradi. Il primo obbligo, la segnalazione delle vulnerabilità e degli incidenti, è partito l'11 settembre 2026 e vale anche per i prodotti che avete già venduto.
Se scoprite che una vulnerabilità del vostro prodotto viene sfruttata, o se c'è un incidente grave, dovete segnalarlo: un primo avviso entro 24 ore da quando ve ne accorgete e una notifica completa entro 72 ore, attraverso la piattaforma europea gestita dall'ENISA.
Ogni prodotto messo in commercio deve rispettare i requisiti di sicurezza, avere la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità, e portare la marcatura CE anche per la cybersicurezza.
Quelli venduti prima dell'11 dicembre 2027 devono rispettare i requisiti solo se dopo quella data li modificate in modo sostanziale. L'obbligo di segnalazione invece vale per tutti.
Niente password uguali per tutti i pezzi, solo le funzioni che servono attive, accessi protetti. Chi installa la macchina non deve ricordarsi di chiudere niente.
Le comunicazioni con la rete e con gli altri dispositivi devono essere cifrate, e i dati e i comandi protetti da chi prova a modificarli.
Il prodotto deve poter ricevere le correzioni per tutto il periodo di assistenza, che di norma dura almeno cinque anni.
Il fabbricante tiene l'elenco dei componenti software usati nel prodotto, corregge i problemi senza aspettare e dà un contatto a chi vuole segnalarne uno.
Servono l'analisi dei rischi informatici, la descrizione del prodotto e delle misure adottate, le istruzioni di sicurezza per chi lo usa e la dichiarazione di conformità.
Vulnerabilità sfruttate e incidenti gravi vanno segnalati entro 24 ore, e chi usa il prodotto va avvisato di cosa fare.
Progettiamo schede elettroniche e scriviamo firmware e software per conto di costruttori di macchine e di dispositivi, con un sistema qualità certificato ISO 9001. Possiamo sviluppare il software di un prodotto nuovo già con i requisiti di sicurezza, oppure aggiornare quello di un prodotto che avete già in produzione.
Per voi significa arrivare a dicembre 2027 con il software a posto e con le carte che lo dimostrano. La dichiarazione di conformità resta vostra, perché la firma il fabbricante, e gli aspetti legali li segue il vostro consulente.
I requisiti di sicurezza valgono per i prodotti messi in commercio dall'11 dicembre 2027, e per quelli venduti prima solo se poi li modificate in modo sostanziale. L'obbligo di segnalare le vulnerabilità sfruttate e gli incidenti gravi invece vale già oggi, anche per le macchine installate da anni.
Sì, se la macchina esce con il vostro nome. Chi vi fornisce i componenti ha i suoi obblighi, ma il fabbricante della macchina risponde del prodotto intero e deve verificare che i componenti che usa siano sicuri.
Un software usato solo come servizio online è escluso. Se però il servizio serve a far funzionare il prodotto, per esempio il portale da cui si comandano o si aggiornano le macchine, viene considerato parte del prodotto e rientra.
Per la maggior parte dei prodotti no: il fabbricante verifica da sé la conformità e firma la dichiarazione. Per alcune categorie elencate nel regolamento servono norme armonizzate o la verifica di un organismo notificato. In quale caso ricade il vostro prodotto lo valuta il vostro consulente.
Il prodotto può essere ritirato dal mercato, e le sanzioni per chi non rispetta i requisiti di sicurezza arrivano a 15 milioni di euro o al 2,5% del fatturato mondiale annuo, se più alto.
Raccontateci com'è fatto il vostro prodotto e vi diciamo cosa va sistemato nel firmware e nel software.